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Antitrust contro Facebook: c’è il rischio di una maximulta


Daniel de Mari

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Secondo l’Antitrust Facebook non è mai stato gratis. Questo perchè, invece di chiedere denaro per accedere oppure un abbonamento, riesce a monetizzare i dati raccolti dai propri utenti. Si tratta di una pratica legittima ma i consumatori ne devono essere informati. Sempre secondo l’Antitrust il social network induce ingannevolmente gli utenti a registrarsi non informandoli adeguatamente e subito,  durante l’attivazione dell’account, che svolge attività di raccolta dati con finalità commerciali. Per questa ragione il colosso rischia una mega multa da 5 milioni di euro.
Se l’Autority nel 2018 ha fatto cancellare dalla homepage la frase “è gratis e lo sarà per sempre”, il claim è stato sostituito con “è veloce e semplice”. Però questo, per l’Antitrust non è sufficiente perchè avrebbe dovuto indicare sia nella home che nella fase di registrazione come vengono raccolti i dati degli utenti e che gli stessi sono usati a fini commerciali. Non dà cioè chiarimenti sul valore economico dei dati personali. L’Autority ha sottolineato la reiterazine della pratica commerciale scorretta e avviato un procedimento per eventuale irrogazione della sanzione che può arrivare fino a 5 milioni di euro.

 

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