come aprire un'attività commerciale

Come aprire un’attività commerciale: da idea a realtà

La carenza di offerte di lavoro e lo spirito imprenditoriale sempre più diffuso spingono molte persone a voler capire come aprire un’attività commerciale. Non è certamente una scelta facile. E’ piuttosto una sfida da affrontare con tenacia e determinazione. Da semplice sogno, quello di aprire una propria attività, potrebbe rivelarsi una splendida realtà.

Da dove iniziare per capire come aprire un’attività commerciale?

Aprire un’attività commerciale, soprattutto da giovani, è un importante investimento. Si è disposti a rischiare per la propria idea, tentare il tutto per tutto con la speranza che sia la scelta giusta. È bene, però, conoscere delle informazioni indispensabili, prima di iniziare la strada imprenditoriale.

  • Pianificare tutto nel dettaglio. Dalla scelta di quale attività conviene aprire, a quella sul luogo in cui avviare la propria attività commerciale.
  • Non sottovalutare i costi. Oltre a calcolare le spese dell’apertura dell’attività, è bene informarsi sull’esistenza di agevolazioni per l’apertura di un negozio o di una determinata attività commerciale. Le autorità pubbliche (sia territoriali che europee) cercano infatti di venire incontro a chi decide di mettersi in proprio.
  • Ricorda che anche aprire un negozio online ha dei costi. Le attività commerciali virtuali, per essere efficenti, devono essere gestite da professionisti seri. E i loro contenuti devono essere curati nel migliore dei modi. E’ quindi necessario un investimento di tempo e denaro, oltre che a energia e determinazione.

Cosa bisogna fare per aprire un’attività commerciale?

Ci sono delle norme vigenti che regolamentano l’apertura di un’attività commerciale che, negli ultimi anni in Italia, hanno subito delle modifiche. L’introduzione del c.d. Decreto Bersani (Dlgs n. 114/1998) rende più agevoli le condizioni per aprire un’attività commerciale.

Chiunque decida di aprire un locale o un’attività commerciale non è più obbligato a dotarsi di tutte le licenze che la legge richiedeva in passato. L’obbligo di licenze e permessi riguarda solamente alcuni esercizi commerciali. Per questo, una volta decisa l’attività commerciale da aprire, è necessario documentarsi. Oppure rivolgersi a un professionista per avere la certezza di agire nella legalità, in base alla propria attività, le strutture, il personale, ecc.

Quali dichiarazioni servono per aprire un’attività commerciale?

Abbiamo appurato che è necessario dotarsi delle licenze obbligatorie per determinati tipi di attività commerciali. In generale, per poter avviare la propria impresa è sufficiente presentare al Comune di riferimento una dichiarazione certificata, detta SCIA (Segnalazione Certificata d’Inizio Attività). Attraverso questa dichiarazione si segnala la prossima apertura dell’attività. E si afferma di possedere tutti i requisiti previsti per poterla intraprendere. In questo modo, la responsabilità di controllare che il privato rispetti le norme di legge non è più dello Stato. Invece è proprio il neo-imprenditore privato a certificare alle Autorità Pubbliche di aprire un’attività commerciale nel rispetto della legge.

Il Comune ha poi il dovere di verificare che quanto dichiarato nella SCIA dal nuovo commerciante corrisponda alla realtà, nei 60 giorni successivi al ricevimento della stessa.

Ma dove si consegna fisicamente questo documento?

La dichiarazione, correttamente e completamente compilata, deve essere consegnata al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune competente. In allegato, ci saranno tutte le autocertificazioni, attraverso cui viene dimostrato di essere completamente in regola per aprire la propria attività.

A seconda del tipo di attività che si intede aprire, varierà il contenuto della SCIA ed i suoi allegati. Così come i documenti per aprire un negozio. Pertanto è bene informarsi nello specifico della propria idea imprenditoriale.

Nei siti ufficiali di ogni Comune dovrebbero essere disponibili tutti i moduli necessari. Una volta compilati e sottoscritti, dovranno essere poi spediti, come detto, al SUAP del Comune competente, via Posta Elettronica Certificata.

Come si registra l’attività al Registro delle Imprese?

Per tutte le attività commerciali, anche quelle individuali, è obbligatoria l’iscrizione presso la Camera di Commercio nel Registro delle Imprese. Il Registro delle Imprese è una sorta di database anagrafico delle attività commerciali, che contiene tutti i dati rilevanti riguardanti ogni impresa esistente nel territorio.

Per effettuare l’iscrizione è sufficiente inoltrare, in via telematica, la Comunicazione Unica (“ComUnica”), documento sottoscritto da firma digitale, all’Ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente.

Come fare per aprire un negozio di alimentari?

Vediamo quali sono le regole da rispettare per poter aprire un’attività commericale di questo tipo. Trattandosi di un’attività particolare, perchè a contatto con alimenti, bisognerà avere qualche accorgimento in più. Innanzitutto bisogna possedere i requisiti soggettivi richiesti normalmente per poter effettuare l’apertura di un normale negozio. E cioè essere maggiorenne, in grado di intendere e volere, non interdetto.

Inoltre, il titolare, o anche un suo collaboratore, deve possedere l’abilitazione a “operare con alimenti”. Questo titolo si consegue grazie ad un corso organizzato da Enti pubblici e privati.

Se una persona possiede il Diploma di Istituto Alberghiero o chi ha lavorato per almeno due anni nel settore alimentare non ha bisogno dell’abilitazione sopracitata. Infine, almeno 30 giorni prima dell’apertura dell’esercizio, si è tenuti a comunicare all’ASL la conformità del negozio dal punto di vista igienico-sanitario.

Come aprire un negozio d’abbigliamento?

L’apertura di un negozio d’abbigliamento non richiede particolari obblighi, in aggiunta a quelli comuni a tutte le attività commerciali. È sufficiente possedere le condizioni generalmente necessarie per aprire un’attività, ovvero SCIA, partita IVA, capacità d’agire, etc.

Unica cosa a cui prestare attenzione è la richiesta della licenza alla vendita al dettaglio: questa va richiesta al Comune competente, il quale ha il dovere di concederla (o meno) entro 30 giorni dalla data di ricevuta della richiesta. Trascorsi questi giorni scatta la regola del “silenzio-assenso” e la licenza viene considerata concessa al privato.

Come aprire un ristorante?

L’apertura di un’attività commerciale come un ristorante comporta qualche accortezza aggiuntiva.
Tutti coloro che operano all’interno del ristorante devono obbligatoriamente possedere l’attestazione d’idoneità alla manipolazione di sostanze alimentari e HACCP. È necessario poi redigere, preferibilente rivolgendosi a un esperto, un Manuale HACCP in cui vengono esplicitate le procedure adottate dal ristorante per la pulizia dei locali e degli impianti, le conservazione degli alimenti, ecc.

Indispensabile per aprire un’attività di questo tipo è avere ottenuto dall’ASL competente il Documento di Idoneità Sanitaria. Per il rilascio di questo documento si deve procedere a controllare e verificare l’igiene e la sicurezza di tutti i locali della struttura.

Ulteriori obblighi da non sottovalutare riguardano il pagamento dei diritti alla SIAE, nel caso si trasmetta musica nel ristorante o altro materiale protetto dalla normativa sul diritto d’autore. E poi l’adempimento delle formalità richieste per ottenere la Autorizzazione all’Esposizione dell’Insegna all’esterno del locale. La trasmissione all’Agenzia delle Entrate della richiesta per la Licenza di Vendita al Minuto di Bevande alcooliche.

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