COME DIVENTARE FASHION BLOGGER: GUIDA AL SUCCESSO


Daniel de Mari

Daniel de Mari

Ciao, sono Daniel de Mari, imprenditore ed investitore immobiliare. Fondo un'azienda, la rendo autonoma, fondo  la prossima. Ho creato questo blog per parlare della mia grande passione (ed ossessione): fare impresa.

come diventare fashion blogger

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Sei affascinato dalla moda e ti stai chiedendo come diventare fashion blogger.

Questo articolo, quindi, fa al caso tu: accomodati e inizia la lettura.

“Fashion blogger” è, probabilmente, una delle espressioni anglosassoni che più sono entrate a far parte del nostro gergo quotidiano durante gli ultimi anni.

L’icona che designa donne e uomini di successo nel campo è sinonimo di una vita di grandi e facili guadagni.

Per questo motivo tante persone come te stanno studiando come diventare fashion blogger emulando coloro che sono diventati ricchi e famosi.

È facile associare il tuo lavoro alla promozione di marchi che incarnano il concetto di “moda”, a viaggi intorno al mondo.

Immaginati, per esempio, nel resort da sogno di una spiaggia esotica, lontano dalla frenesia della globalizzazione.

Oppure a passeggiare in uno dei viali più noti di una delle città più chic del mondo.

Il tutto, a spese degli investitori che hanno puntato su di te per arrivare a grandi bacini di internauti.

E al fine di vedere ritornare in grandi somme l’investimento fatto per pubblicizzare i propri prodotti.

UN BUSINESS DALL’APPEAL IRRESISTIBILE

Messa così, è, effettivamente, un canto delle sirene a cui è difficile resistere.

Non sorprende, dunque, che alcuni blogger raccontino la loro storia per mezzo di libri che, puntualmente, si traducono in best-seller.

Chi li legge è a caccia di consigli sulle mosse giuste da fare per seguire le loro stesse orme.

E poi, anche tra amici, capita che chi si veste in un modo forse più eccentrico, oppure è molto attivo sui social, venga scherzosamente apostrofato come tale.

Ma cosa intendiamo davvero con questa etichetta?

È, per esempio, una professione diversa dal “fashion influencer”?

In questa guida, prima di capire quali sono le chiavi giuste per diventare fashion blogger, cercheremo di fare un po’ di chiarezza. Sei pronto?

COME DIVENTARE FASHION BLOGGER O ESSERE FASHION INFLUENCER

Dunque, cosa fanno di diverso fashion blogger e fashion influencer?

A volte, nemmeno le aziende che li contattano hanno ben chiara la differenza.

D’altra parte, l’uno potrebbe essere l’altro e viceversa.

Il primo punto da cui puoi partire, quindi, è comprendere che sono entrambi lavori attinenti al campo della “moda”.

Questa è, infatti, la prima traduzione di fashion in italiano.

Inizialmente, il termine si riferiva principalmente all’alta moda, quella delle boutique, delle passerelle esclusive. Ma un po’ alla volta si è trovato a significare anche solamente “accattivante”, “desiderabile”.

Un paio di occhiali da sole con le lenti a specchio, il rivestimento color crema di un divano a tre piazze del proprio salotto. Oppure gli interni in pelle di una macchina sportiva possono esserlo.

Sono oggetti fashion ciò che si ammira alle sfilate, il ritorno in auge dei vestiti vintage, le linee di abbigliamento eco-sostenibili.

La moda è, per definizione, mutevole, soggettiva, intuitiva, equivoca. Le persone influenzano e si lasciano influenzare.

Da chi? Dai personaggi famosi in cui si rispecchiano, dalle pubblicità occulte, dal passaparola, dalle promesse, dallo status.

 

INFLUENZARE E LASCIARSI INFLUENZARE OGGI E’ DIVENTATO ANCORA PIU’ FACILE

Tutto è a qualche click di distanza. Le foto vengono ritoccate a regola d’arte senza che ce ne accorgiamo. Tutto è più credibile dietro ad uno schermo.

È qui che fashion blogger e influencer entrano in gioco.

In linea di principio, il primo nasce come blogger e poi, eventualmente – ma in realtà quasi sempre – promuove i suoi contenuti anche sui social media.

Questo significa che il blog è il punto di partenza, lì si raccontano storie personali, ricordano viaggi, si parla delle proprie passioni.

Prima dell’esplosione dei social network, i blog esistevano già e, forse, erano una forma di espressione meno arrivista di quello che appaiono oggi.

Molti che ora hanno realizzato il loro sogno e rientrano tra i fashion blogger di successo hanno iniziato da lì.

A quei tempi, se ti chiedevi come diventare fashion blogger,  le strategie per farsi trovare su internet erano quasi tutto. Questo è un punto che toccheremo più avanti nell’articolo.

Ora, invece, i social network ci sono, e trionfano.

COME DIVENTARE FASHION BLOGGER/INFLUENCER: IL CONTENUTO VISIVO PRIMEGGIA SUL TESTO

In buona parte dei casi, puoi diventare influencer senza partire da un blog oppure lo crei solo successivamente.

Hai già una vastissima gamma di strumenti a propria disposizione.

C’è Instagram, il re dei social per le foto ed i video di breve durata. Eccelle soprattutto grazie allo strumento delle storie, che o puoi lasciare in evidenza per 24 ore oppure puoi fissarle nel profilo – lanciato nel 2010.

E poi YouTube, il posto più indicato per caricare i video con una durata medio-lunga.

ATTENZIONE, PERO’, A NON CONFONDERE INFLUENCER E “YOUTUBER”

Il secondo, in genere, usa il suo canale come principale mezzo di comunicazione con i fan.

E, ancora più importante, uno youtuber può parlare letteralmente di tutto.

Tra i temi più diffusi: la moda, le recensioni di videogiochi sviluppati dalla Rockstar o anche i film freschi di uscita al cinema.

Ma anche gag che diventano virali, spiegoni scientifici su quando sarà la prossima eclissi e su come vederla meglio.

Attivissimo anche TikTok, che, da un po’ di tempo, ha conquistato, grazie alla sua immediatezza e semplicità, una popolarità incredibile.

Ed è diventato tremendamente fashion, soprattutto tra i giovanissimi, quindi se vuoi diventare fashion blogger, è necessario che tu sappia come funziona.

Anche su TikTok puoi caricare video brevi, accompagnandoli con la canzone o tema musicale che ritieni più adatto tra quelli offerti da una gigantesca libreria multimediale.

In paesi dove l’accesso a Internet viene puntualmente censurato, è stato addirittura usato per denunciare la repressione del governo locale. E portare l’informazione “fuori dalla bolla”.

Opera in modo simile a Snapchat, dove la funzionalità maggiore sono i cosiddetti “filtri”.

Su questo social, la funzionalità delle chat è abilitata e, con un po’ di fortuna, puoi entrare in contatto con qualche personaggio famoso.

E poi Tumblr o l’intramontabile Facebook.

Il più anziano tra i social – per intendersi, fa parte della generazione dei decaduti MSN e MySpace – che, nati agli albori del fenomeno, sono sopravvissuti finora.

Lì, il vantaggio principale è che puoi scrivere post testuali più lunghi che in tutti gli altri.

Esatto, testuali come nei blog, ma rivisitati in chiave social.

L’interfaccia, le possibilità di una ampia condivisione – dalla tua sfera di amici fino a completi sconosciuti – è quella di includere link che rimandano a siti esterni fanno la loro parte.

ANCHE SU PINTEREST LE IMMAGINI IMPERANO

Ma, diversamente da Instagram o Facebook, dove basta che un profilo sia pubblico per vedere le immagini, qui è necessario che tu ti iscriva.

Si tratta, forse, di un social più orientato alla vendita che alla divulgazione di contenuti e, anche in questo caso la moda è uno dei temi principali.

Per questo motivo anche Pinterest è da considerare per diventare fashion blogger.

In Twitter, invece, puoi usare 280 caratteri per invogliare/far riflettere su un singolo concetto.

Oppure i “thread” – cioè più “tweet” consecutivi e numerati (ad esempio ‘1/7’) – per srotolare una serie di aspetti.

In questo caso, dunque, bisogna avere delle ottime doti di sintesi e di stimolare interesse in spazi comunicativi particolarmente ristretti.

Twitter è probabilmente un social “più adulto” rispetto ai suoi pari.

Prettamente orientato al mondo del lavoro ed alle ambizioni di carriera è, poi, LinkedIn.

Infine, esiste una galassia di siti dove puoi guadagnare semplicemente “mostrando il tuo look”. Nonché dalla vendita degli abiti nelle foto che, a questo punto, diventeranno di seconda mano. 21buttons e vinted ne fanno parte.

come diventare fashion blogger 1

PER DIVENTARE FASHION BLOGGER O INFLUENCER BISOGNA CONSIDERARE LE CADUTE

Le vie dei social sono davvero infinite ed è difficile stare al passo.

Fashion blogger e influencer, però, sono tenuti a farlo.

Se vuoi diventarlo devi stare su più social possibili per raggiungere il numero maggiore di persone. E proporre contenuti sempre nuovi adattandoli al format comunicativo di ogni social.

Quelli di successo non lavorano mai soli e hanno un team di esperti con cui collaborano e che consiglia loro a che ora è preferibile postare, oltre a parole chiave e hashtag ideali.

Proprio come i politici, anche gli esperti del fashion online dispongono di un team di specialisti.

SI ERA DETTO “FACILI GUADAGNI” IN APERTURA?

Beh, la verità è che coltivare la tua immagine online è un lavoro a tempo pieno e la concorrenza è tantissima.

Non è forse questo il bello di internet?

Tutti possono avere i propri “15 minuti di fama”, tutti possono far avverare quella profezia che si suole identificare con le parole di Andy Warhol.

Come non credere a un artista che seppe senza dubbio essere tra i più influenti della sua epoca?
Non a caso il suo nome è associato alla “Pop Art”, alle serigrafie di Marilyn Monroe e a quelle dei pomodori in lattina Campbell.

Tecnicamente, quindi, puoi disporre anche molto di più di 15 minuti.

D’altra parte, la concorrenza è selvaggia. Tutti possono provare a diventare fashion blogger, ma pochi ci riescono.

E poi Internet non dimentica.

Un post offensivo verso una minoranza religiosa o discriminatorio verso le donne. Ma anche una foto irrispettosa o una frase infelice possono far cadere il castello di carte che hai faticosamente costruito.

E i danni sono difficilmente rimediabili: i contenuti rimangono in forma di screenshot e circolano alla velocità della luce.

Tutto questo continua anche quando l’originale viene cancellato oppure, più semplicemente, non spariscono mai dai server che li hanno ospitati.

ATTENZIONE ALLE SCORCIATOIE

E poi c’è chi usa delle scorciatoie.

Esistono fashion blogger e influencer che “comprano” i propri follower per qualche centinaia di euro dando l’idea di avere un grande seguito e traendo in inganno gli investitori poco cauti.

Su Instagram, ad esempio, si tratta di un fenomeno abbastanza frequente. Come comprendere che i seguaci sono gonfiati? Ci sono due modi che, in realtà, sono collegati l’uno all’altro.

IL PRIMO METODO PER CAPIRE SE I SEGUACI SONO REALI E’ MISURARE L’ENGAGEMENT

Engagement equivale al fatto che gli utenti sono fedeli al marchio, in questo caso al promotore dei contenuti.

Capire se esiste questa solida relazione di attaccamento (anche emotivo) da parte dei potenziali consumatori è possibile, al tempo dei social network. Basta fare qualche veloce calcolo matematico.

Si può, per esempio, prendere in considerazione la somma delle interazioni degli ultimi 10 post. Concretamente: i 6700 like del primo post sommati ai 5300 del secondo, agli 8210 del terzo e così via.

Una volta ottenuti i like totali, si dividono per 10 (il numero dei post) e poi per il numero totale dei follower del profilo (ad esempio 15000).

Si otterrà un valore che, moltiplicato per 100, darà la percentuale media di engagement.

Se superiore al 100%, si parlerà di un engagement addirittura superiore alle interazioni attese (i like sono superiori al numero dei follower), testimonianza di contenuti incredibilmente validi, o divenuti virali per le più svariate ragioni.

Normalmente, un valore tra il 40% ed il 60%, mostra già di per sé un tasso più che soddisfacente di interazioni.

Se, al contrario sarà molto basso – diciamo inferiore al 5/10% – si avrà la riprova che i contenuti sono rivedibili e potrebbero sorgere dei dubbi sulla veridicità dei follower stessi.

SCOPRIRE I PROFILI FALSI

Il secondo metodo consiste, invece, nel verificare singolarmente i profili dei follower per stanare eventuali profili falsi e quanti sono. Hanno pochi follower, non postano e sono inattivi nelle interazioni.

Anche i  nickname devono mettere all’erta: sembrano essere stati digitati casualmente sulla tastiera.

Sì, maria846301712 potrebbe assolutamente rientrare nella categoria.

Si tratta dei cosiddetti “bot”, algoritmi di intelligenza artificiale in grado di analizzare e comprendere il linguaggio degli utenti in carne e ossa che interagiscono con loro.

E, ancora più  incredibilmente, di apprendere dai propri errori grazie al “machine learning”.

Viene da sé che riconoscere un bot – e non solo nel mondo dei social network – sta diventando sempre più complicato.

E, per un’azienda, destinare uno o più dipendenti a processi di questo genere è particolarmente dispendioso a livello di tempo, nonché lontano dalla massimizzazione dell’utile.

Quali sono i passi da fare perché un investitore sia certo di affidarsi a te quale fashion blogger?

Leggi i prossimi paragrafi per alcuni consigli di partenza su come diventare fashion blogger.

COME DIVENTARE FASHION BLOGGER E ARRIVARE AL SUCCESSO

Come ottenere, dunque, le tanto famose e agognate “collaborazioni”?

Ovviamente, attraverso un lavoro costante, pubblicazioni di contenuti di qualità e tanto studio sull’esposizione ottimale del proprio blog e dei propri social network.

Certamente, cercando una strada propria al successo: imitare gli altri snatura la propria personalità e non mostra alle aziende niente di nuovo su cui valga la pena investire.

E, come abbiamo visto, il settore della moda, offre ampiamente la possibilità di fare scelte personali e, talvolta, audaci.

Infine, se si aspira a rappresentare un marchio di qualità, possibilmente senza scorciatoie che rischiano di rivoltartisi contro. Ecco quindi quattro consigli pratici.

 

  1. PARTI CREANDO UN BLOG

Un fashion blogger non potrebbe essere tale senza gestire un blog che, come anticipato, svolge la funzione di diario personale di chi scrive.

Solo dopo averlo inaugurato si può passare a promuoverlo sui vari social network.

Quando si crea un blog si deve già avere un’idea chiara di quali saranno i temi che si tratteranno.

Dedicarsi ad argomenti già ampiamente coperti su internet e nel mercato della moda è controproducente, così come provare a trattare un po’ di tutto.

Prima di scrivere il primo articolo, ci sono, però, alcuni passi fondamentali da compiere.

Innanzitutto, il blog deve avere un nome, accattivante e che, possibilmente, dia un’idea sul contenuto.

INCLUDERE IL PROPRIO, DI NOME, E’ SEMPRE UNA BUONA IDEA: TRASMETTE VICINANZA AL LETTORE

E dimostra che ci si sta mettendo in gioco a tal punto da spiattellare un’informazione privata nel mare magnum di internet.

Scelto il nome, c’è da comprare e registrare un dominio.

La scelta deve possibilmente ricadere su “.blog”. Così facendo, il proprio sito web sarà immediatamente identificato con quello che è.

Si tratta, infatti, di un passaggio fondamentale per contribuire a risultare tra i primi risultati nei motori di ricerca, come Google.

Sono molti gli hosting provider che vendono questo genere di dominio, tra cui WordPress e Aruba.

Comprare, o meglio affittare, un dominio è abbastanza semplice. Il canone è annuale e di entità abbastanza irrisoria. Si aggira mediamente su 10/20 euro per il primo anno, salvo poi aumentare fino a circa 40/50 euro per ogni rinnovo gli anni successivi.

Una volta scelti titolo e dominio, c’è bisogno di curare il design dell’intero sito.

La regola d’oro, in questo caso, è che la semplicità paga.

Il sito deve essere piacevole da scorrere ma, allo stesso tempo, facile da navigare e intuitivo.

Se non si hanno le sufficienti nozioni di web design, è meglio rivolgersi ad un esperto del settore.

È meglio investire un po’ di più all’inizio per ottenere dei risultati notevoli sul medio-lungo termine che accontentarsi e non fare mai dei decisi passi in avanti.

Detto questo, è preferibile scegliere un menù fisso. E, inoltre, incorporare, oltre a quelle dei contenuti, una sezione per i contatti intra-sito ed una che rimanda ai propri profili social.

Infine, i lettori prediligono un layout bianco e nero: specialmente nel settore della moda, le foto devono stare al centro dell’attenzione.

 

  1.   INDIVIDUA LA TUA “NICCHIA DI MERCATO”

Un punto che non è mai sottolineato abbastanza è che il blog dovrebbe unire personalità ed opportunità.

La concorrenza è tanta e in molti abbandonano i loro progetti dopo poco tempo perché non vedono dei risultati concreti.

Non è sorprendente che, tra le molte persone che lasciano, ci siano quelle che non investono emotivamente nei contenuti che pubblicano. E che, al contrario, provano a muoversi sulla falsariga dei blogger più famosi.

La verità è che, se non si apporta qualcosa di nuovo, il blog verrà difficilmente notato e ancora più raro sarà essere contattati dalle aziende.

Idealmente, un nuovo blog dovrebbe inserirsi in una “nicchia di mercato”.

Questa scelta non è facile ma sta alla base di un eventuale successo.

Devi trovare qualcosa che accomuni queste tre caratteristiche:

  1. Una tua passione.
  2. Un argomento che piaccia alle persone.
  3. Qualcosa che il mercato richiede.

Rispetto al primo punto, un buon esercizio consiste nel prendere carta e penna e scriverci gli aspetti della moda.

Ad esempio articoli da trekking, orecchini vistosi, adesivi per moto da corsa, insomma temi di cui preferisci occuparti.

Una volta fatto, devi creare almeno tre grandi categorie e ordinate dalla più alla meno piacevole.

ESPLORARE LA RETE

Tenendo questa divisione in mente e partendo dalla preferita, è ora di esplorare Internet e capire alcune cose.

Come: quante persone se ne occupano, che volumi di follower hanno e che parole chiave o hashtag usano.

Una volta condotta l’indagine, si è in grado di capire quali degli aspetti della categoria rientrano in un settore molto competitivo. Oltra a quali in uno mediamente competitivo e quali sono poco trattati.

OVVIAMENTE, NON SARAI LA SOLA PERSONA A PROCEDERE CON QUESTO METODO

Per quanto la competizione possa essere poca, ci sarà quasi sicuramente qualcuno che è partito prima di te e ha già un ottimo seguito.

Allo stadio iniziale della tua scalata per diventare fashion blogger è consigliabile scegliere un aspetto ben specifico dalla tua categoria e cercare di farti notare.

Magari proponendolo in modo coerente, genuinamente personale e, possibilmente, innovativo.

Lavorando con costanza e “coccolando” i primi follower, prenderà il via un processo di passaparola e, contestualmente, i contenuti saranno posizionati più in alto sulle ricerche di internet.

Con il tempo, il blog aumenterà il suo seguito e sarà possibile ampliare la gamma degli argomenti trattati, magari rifacendosi alla categoria nella sua interezza.

Come intuibile, essere del tutto originali è particolarmente complicato.

Per questo motivo, prendere qualche spunto qua e là e riutilizzarlo, rielaborandolo alla propria maniera è assolutamente consigliato.

D’altra parte, non in tutti casi la scelta della propria nicchia porta a dei risultati apprezzabili.

Va, quindi, stabilito se sono i contenuti del blog a non essere appetibili oppure se il problema è una serie di cattive strategie di posizionamento sui motori di ricerca.

Nel primo caso, non c’è niente di male nel rimettersi in gioco.

Ricordi le liste di categorie da cui sei partito? Ripesca quel foglio e procedi con lo stesso metodo, ma seguendo la seconda categoria che ti piaceva di più.

Proseguire con passione e senza ansie da aspettative di un successo immediato porterà, alla lunga, a vedere i propri sforzi premiati.

 

  1. PRODOTTO DI QUALITA’ E STRATEGIE DI POSIZIONAMENTO

La qualità dei contenuti ha bisogno di promozione e viceversa.

Detto degli argomenti che è meglio trattare e di come sia importante far emergere la propria personalità, un blog in qualche modo relazionato al mondo del fashion non ha solamente bisogno di contenuti testuali ma anche di foto di qualità.

Nella moda, le immagini esprimono molto e il dettaglio è quello che colpisce maggiormente. Ti immagineresti come veste un capo d’abbigliamento senza vederlo con i tuoi occhi?

O come un mobile si sposa con gli altri accessori della casa?

Ecco. Si tratta ancora una volta di fare un investimento che all’inizio può sembrare oneroso ma poi può rivelarsi decisamente remunerativo.

Per quanto le fotocamere dei cellulari facciano delle foto sempre più sbalorditive, è meglio investire in una macchina fotografica DLSR (Digital single-lens reflex).

E poi imparare a esplorare le sue immense potenzialità per aumentare le tue competenze in materia.

Se non altro, averla può tornare utile anche al di fuori dell’attività del blog.

Arrivato a questo punto, hai capito che le basi per un blog sono contenuti visivi e testuali di qualità.

LA PIANIFICAZIONE E’ IMPORTANTE

Per di più, gli obiettivi da porsi devono essere realistici: la pubblicazione di contenuti deve ricercare una certa costanza.

Troppi post simili e ravvicinati faranno perdere interesse.

E lo stesso succederà pubblicando troppo sporadicamente: gli accessi caleranno e difficilmente quei follower torneranno indietro.

Posizionare i propri contenuti sul web è l’altra faccia della medaglia.

Una componente importante del lavoro è promuovere i propri articoli. Ma prima ancora di farlo

sui vari social, è fondamentale capire come viene assegnato un ordine di priorità ai contenuti cercati sui principali motori di ricerca.

Ossia come far posizionare a Google, Bing o altri il più in alto possibile tra i risultati ciò che fai.

Ancora una volta, si tratta di un processo che richiede particolare attenzione ed investimenti di tempo notevoli.

In questo senso, i consigli dei professionisti del settore SEO possono rivelarsi particolarmente preziosi.

UTILIZZA GOOGLE ANALYTICS

Inoltre, Google Analytics è uno dei migliori strumenti per monitorare e analizzare – in forma gratuita – il traffico di un sito web.

Tra le tante caratteristiche, consente di sapere chi sta visitando il blog, cosa sta cercando e come ci sta arrivando.

E poi, mantiene il conteggio delle visualizzazioni di pagina e dei visitatori unici, fornendoti le statistiche del sito.

Per vendere devi sapere a chi promuovere i vostri servizi, come le consulenze, o prodotti.

Contrariamente a quanto succede nel ‘mondo reale’, la regola del web vuole che sia il cliente a trovare te piuttosto che il contrario.

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IN QUESTO CASO, PARLIAMO DI “INBOUND MARKETING”

Dopo aver deciso chi rappresenta il target delle vendite, i prodotti vanno presentati come ‘soluzioni’ o ‘risposte’ a un qualche interesse del visitatore.

Chi si immedesima nel blog, sarà molto più disposto a continuare a seguirlo e se ne fiderà.

Per usare dei termini più tecnici, il “tasso di conversione” sarà molto più alto qualunque sia lo scopo di quello che pubblichi – vendita, pubblicità ecc.

A esso complementare è il concetto di “Content Marketing”, ma il funzionamento è diverso. Fondamentalmente, con l’aiuto di un esperto in SEO, consiste nell’intercettare le ricerche.

E queste vengono misurate in volumi e parole specifiche utilizzate su un certo argomento.

Oltre a includere i contenuti più sensibili all’interno del sito web.

In questo caso, il potenziale lettore o cliente arriva da te. Non ti devi sorprendere perché  fa parte del pubblico di riferimento che hai scelto.

Arriva perché ti occupi di un settore che era già di suo interesse. La tua mossa nei suoi confronti è stata includere nei contenuti del blog le parole chiave che andava cercando.

 

  1. COMMUNITY E NETWORKING

Internet sembra obbedire al secondo principio della termodinamica. Parafrasando, significa che la quantità di contenuti è spaventosa, in costante aumento e tende al disordine.

Pur seguendo i passi elencati, c’è il rischio che il fashion blogger rimanga sepolto sotto una colata di contenuti concorrenziali e ugualmente validi.

A tal proposito, ci sono due azioni principali da intraprendere.

La prima: mantenere il contatto con il lettore e invitare il pubblico a iscriversi alla propria newsletter. Citandola, per esempio, alla fine di ogni articolo, permette di fornire traccia di quando un nuovo articolo viene pubblicato.

E, dall’altra parte, di fornire una ricompensa che si materializza con contenuti o consigli esclusivi.

Inoltre, devi rispondere con attenzione alle domande dei follower, sia nella sezione dedicata sul blog che nei social network che hai messo a disposizione.

Questo permette loro di percepire una sorta di rapporto ‘privilegiato’.

In altre parole, si accorgono che al fashion blogger interessano anche le loro opinioni e i loro dubbi.

FARE NETWORKING

La seconda attività da non trascurare riguarda il fatto che è importante fare “networking”, quindi entrare in una rete di supporto reciproco tra blog.

Ciò significa che l’aumento di accessi al sito web può arrivare anche attraverso la collaborazione con altri blogger locali. E è detto che debbano necessariamente occuparsi a loro volta di moda.

Si possono anche pubblicare nel proprio blog di alcuni “guest post”, contenuti di altri autori che, a loro volta, permetteranno lo stesso sui loro spazi.

Ancora più efficace è mantenere la collaborazione fuori dagli schermi.

Proporre le tue idee di moda nella comunità locale, partecipare attivamente a eventi pubblici.

E offrirsi come contributori per riviste del settore o lasciare il tuo biglietto da visita. Sono tutti strumenti ben accetti. Hanno, inoltre, il vantaggio di associare i reciproci benefici a dei legami tra persone che si conoscono in carne e ossa e non solo online.

Come visto, arrivare al successo con il proprio blog non è matematico. Anzi, richiede dedizione e tempo e include una grande serie di fattori, dipendenti o meno da noi.

Tuttavia, poche cose sono paragonabili alla ricompensa che si riceve una volta arrivati in cima.

E questo non vale soltanto nel campo della moda, bensì in generale quando si inseguono le proprie passioni.

Soprattutto per chi è alle prime armi, ci sono alcune regole fondamentali da seguire. Solo in questo modo puoi evitare di incappare nei tipici errori che minano la credibilità ed il successo di un fashion blogger.

Così come ci sono alcuni passi consigliati per coniugare piacere e opportunità: sta a te capitalizzare al massimo la tua occasione.

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