contratto di apprendistato

Contratto di apprendistato: tutto ciò che è da sapere

Il contratto di apprendistato è una tipologia di contratto finalizzato alla formazione professionale di una persona e al suo progressivo inserimento nel mondo del lavoro.
La figura dell’apprendista, fa la sua comparsa già ai tempi degli egizi. Si è poi stabilizzata nella cultura greca e latina e ha raggiunto il suo apice più alto durante i turbolenti anni del medioevo. Ma quando si pensa all’apprendista, si immagina soprattutto l’epoca rinascimentale. In quel tempo queste figure erano spesso e volentieri poco più che ragazzini. E venivano spediti in pasto al mondo al fine di imparare un mestiere, specialmente manuale. Molti lavoravano per pittori, calzolai, nelle botteghe artigianali, ma anche come scudieri o lavapiatti.

La nascita delle prime fabbriche

Con l’avvento della modernità e la nascita delle prime fabbriche, il contratto di apprendistato andò pian piano affievolendosi. Solo recentemente, questo tipo di rapporto lavorativo è tornato in voga. E ha assunto un peso sempre più crescente nel mondo del lavoro, estendendosi in maniera esponenziale in tutti i settori economici. Infatti, gli ultimi anni hanno riportato un cospicuo aumento di assunzioni sottoscritte con questa tipologia di contratto.

L’accordo tra datore di lavoro e apprendista

In parole povere, il contratto di apprendistato si basa su una sorta di “accordo” tra il datore di lavoro e l’apprendista. Quest’ultimo accetta condizioni contrattuali minori rispetto a un dipendente a tutti gli effetti. Per esempio in termini di retribuzione o di durata del rapporto di lavoro. In cambio ne riceve una formazione professionale specializzata e mirata a garantirgli una profonda crescita in ambito lavorativo. È quasi sempre una forma di rapporto che mira all’occupazione di individui giovani. Infatti prevede un iniziale periodo di formazione. Al termine il contratto di lavoro può sfociare in un assunzione vera e propria. In questo caso si stipula un contratto a tempo indeterminato.

Contratto di apprendistato: diritti

Nonostante alcune limitazioni, l’apprendista, come il resto dei dipendenti, ha diritto a copertura per malattia e maternità. Oltre ad assicurazione contro infortuni sul lavoro e invalidità, assegno per nucleo familiare e altre agevolazioni. Come, ad esempio, il TFR e le ferie retribuite, al contrario di quanto accade a un soggetto tirocinante.

Le caratteristiche dell’apprendistato

Qual è la caratteristica principale che contraddistingue il contratto di apprendistato da qualsiasi altro tipo di contratto? Il fatto che il datore di lavoro è sempre tenuto a erogare la retribuzione del lavoro svolto, ma anche la formazione. E’ necessaria a imparare le specifiche competenze della professione. Perciò, questo tipo di rapporto è detto “a causa mista”. L’apprendista riceve una retribuzione che comprende il proprio stipendio e la parte che gli occorre per la sua formazione. Esistono tre tipi diversi di apprendistato, vediamo quali sono.

I differenti tipi di contratto di apprendistato

C’è l’apprendistato per la qualifica professionale, professionalizzante o di mestiere, e quello di alta formazione e di ricerca. Il primo, in media, consente all’apprendista di organizzare lo studio della mansione da imparare con l’esperienza pratica in ambito lavorativo. Ha una retribuzione di duemila euro annui per gli apprendisti minorenni. Per i maggiorenni, però, è pari a tremila euro annui e può essere sottoscritto da giovani che hanno tra i 15 e i 25 anni. Il secondo invece, ha il fine di formare un apprendista a trecentosessanta gradi. In modo da renderlo in grado di camminare da solo sulle sue gambe. Infine il terzo, si pone come obiettivo quello di permettere all’apprendista di conseguire un titolo di studi. Sia che si tratti di un diploma di scuola secondaria, una laurea, un master o un dottorato di ricerca. Non può superare la durata di due anni. Il contratto di apprendistato professionalizzante e quello di alta formazione possono essere sottoscritti da tutti coloro che hanno tra i 18 e i 29 anni.

Il percorso formativo

Una volta siglato il contratto, l’apprendista è tenuto a seguire un percorso formativo che solitamente viene seguito in parte all’interno dell’azienda e in parte all’esterno. La parte svolta in azienda, viene concordata tra il datore di lavoro e l’apprendista. Ed è definita mediante un piano formativo che segna gli obiettivi da seguire durante il percorso di lavoro. La parte esterna, invece, si svolge in strutture formative specializzate e mira a preparare il soggetto al meglio.

La durata del percorso formativo

La formazione varia in base alla tipologia di contratto di apprendistato che, comunque, ha un minimo di quattrocento ore annuali. Per quanto riguarda invece la durata effettiva del contratto, in media questo tipo di rapporto ha durata minima di sei mesi, tranne che per le attività stagionali. Inoltre, non può durare più di tre anni, eccezion fatta per alcune professioni all’interno del settore artigianale. In questi casi si può arrivare anche a cinque anni di contratto.
Nonostante per alcuni aspetti sia limitante, il contratto di apprendistato rimane un ottimo inizio. E’ la soluzione ideale per qualsiasi giovane che vuole iniziare a immergersi nel mondo del lavoro e capirne tutte le dinamiche.

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