CROWDFUNDING: COME FUNZIONA, COS’È E COME UTILIZZARLO


Daniel de Mari

Daniel de Mari

Ciao, sono Daniel de Mari, imprenditore ed investitore immobiliare. Fondo un'azienda, la rendo autonoma, fondo  la prossima. Ho creato questo blog per parlare della mia grande passione (ed ossessione): fare impresa.

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Quando ai tuoi progetti serve più capitale di quanto tu possieda, la soluzione è il crowdfunding.

Cos’è? E come funziona?

Da dove cominciare per inoltrarsi in questo mondo di co-finanziamento?

Dopo aver letto tutto l’articolo avrai la risposta a tutte queste domande. Poi, con qualche utile link, potrai già avviarti verso la realizzazione delle tue idee.

COS’È IL CROWDFUNDING?

Capita di nascere geniale e aver addirittura ereditato un capitale da investire a tua disposizione… Ma questo è raro, ammettiamolo.

Più spesso, invece, capita di avere una o al massimo due idee geniali nella vita, ma quando quasi sempre si è squattrinati.

Una delle soluzioni arriva dal magico mondo del web che con la sua rete riesce a connettere chi inventa a chi, anche con poco, desidera investire nelle sue creazioni.

Crowdfunding nasce dall’unione di «crowd» ossia ‘folla’, e «funding» che sta per ‘finanziamento’.

È una raccolta fondi che avviene online. Una forma di finanziamento collettivo sempre più diffusa che permette in poco tempo di far incontrare fundraiser – chi cerca i fondi – con potenziali investitori e iniziare così la concretizzazione di geniali progetti. Com’è possibile tutto questo?

 

COME FUNZIONA IL CROWDFUNDING?

Un micro finanziamento dal basso, l’investimento virtuale diffuso che dà terreno a quelle idee campate in aria, permette loro di crescere, svilupparsi e dare frutti. Ma come?

In Italia sono presenti più piattaforme online che permettono al singolo, all’associazione, all’azienda di proporre un progetto che necessita di un supporto economico esterno.

Di seguito ne vedremo alcune approfondendo anche le tipologie di crowdfunding più adatte.

A ciascun progetto, infatti, corrispondono specifiche modalità di raccolta fondi. In base a queste, le relative piattaforme consigliate.

Le idee finanziate possono essere di varia natura. Spesso startup, progetti imprenditoriali, profit e no profit, aiuti al sociale e all’ambiente, prodotti di design, opere artistiche e così via.

L’importante è che abbiano una base solida e un certo impatto perché nel lettore dovranno trovare approvazione e supporto.

Non è superfluo sottolineare l’importanza della presentazione di questo progetto. Attraverso la piattaforma di crowdfunding sarà conosciuto.

E, escludendo solo la genialità dell’idea, tutto dipende da quanto diretta, chiara e seducente sarà la sua esposizione. Per questo motivo non di rado si collabora con chi della comunicazione e del marketing se ne intende.

Oltre al progetto, ad essere esposti nella pagina dedicata ci saranno una deadline e l’obiettivo economico da raggiungere entro quella data. Totale spesso ottenuto grazie ad una startup valuation.

Al raggiungimento – e/o superamento – di tale somma la piattaforma tratterrà la sua commissione.

Le cifre di ogni piattaforma sono ovviamente di dominio pubblico. Il fundraiser riceverà i soldi raccolti e l’investitore otterrà la sua ricompensa.

L’entità di questa ricompensa dipende dalla tipologia di crowdfunding e sarà affrontata a breve. Al contrario, nel caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo, non ci sarà alcun trasferimento di denaro.

Il progetto non verrà quindi finanziato e la somma congelata nel conto dell’investitore sarà sbloccata e tornerà ad essere subito utilizzabile.

A ogni modo, alcune piattaforme – Indiegogo una delle più conosciute – permette al fundraiser di ottenere la somma raggiunta durante la raccolta qualsiasi sia la cifra, anche appunto se inferiore rispetto l’obiettivo fissato.

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CHI INVESTE NEL CROWDFUNDING?

Io, i miei amici, e forse lo hai già fatto anche tu.

Una delle caratteristiche del crowdfunding a cui abbiamo già accennato, è la possibilità di finanziare i progetti investendo somme di diversa grandezza.

Anche piccoli gruzzoletti di modesta entità, soprattutto nella tipologia Reward Crowdfunding (che a breve approfondiremo).

A diverse somme corrisponderà ovviamente una diversa ricompensa.

Più che un progetto culturale vuoi proporre una start up o una piccola o media impresa?

Rivolgendoti agli Equity Crowdfunding potrai ottenere somme più sostanziose.

E chi è l’investitore medio in Italia – oltre ad essere chiunque riconosca l’idea proposta valida ed allettante?

Lo so, lo so, vogliamo i numeri:

«In media ogni campagna riceve il sostegno di 65,9 investitori. L’Osservatorio è stato in grado finora di censire 5.685 sottoscrizioni (per il 35% inferiori a € 499, per il 51% comprese fra € 500 e € 5.000) effettuate da 3.250 persone fisiche e 279 persone giuridiche (in gran parte società di servizi, immobiliari e commerciali).

L’investitore tipico nell’equity crowdfunding è maschio, vive in Lombardia e ha da 36 a 49 anni. Non mancano gli ‘affezionati’ del settore, che hanno scelto di investire in molte operazioni.»

La precedente analisi è stata effettuata da parte di 200Crowd nel 2018.

Da dove iniziare? Dalla tipologia.

 

QUAL È IL TIPO DI CROWDFUNDING PIÙ ADATTA AL TUO PROGETTO?

REWARD CROWDFUNDING

Una tipologia molto condivisa. «Reward» è una ricompensa, e in questo caso non è monetaria.

Anche per questo motivo è utilizzata spesso per creazioni artistiche e progetti culturali (opere, libri, magazines, comics, film e corti, album musicali).

Sempre di più vengono proposte inoltre start up e nuovi prodotti che in questo modo già testano il loro impatto sul mercato e sulla potenziale futura richiesta dell’oggetto o del servizio. E gran parte del lavoro è così già stato fatto.

Le ricompense allora possono essere facilmente intuibili. L’oggetto proposto o la creazione stessa, vario merchandising relativo e altre modalità di promozione, considerando anche «i più sentiti ringraziamenti» che di solito corrispondono all’investimento minimo.

Ma si sa, poiché sommando piccole unità si ottengono grandi cifre, anche il più piccolo aiuto simbolico contribuisce a rendere il progetto concreto.

È comunque una dimostrazione di interesse, di fiducia e supporto – e di certo è più produttivo di un like su Facebook.

 

EQUITY CROWDFUNDING

L’equity crowdfunding è di certo la tipologia più diffusa con le start up.

L’«equity» corrisponde ad una quota di partecipazione al capitale sociale che riceve l’investitore al momento del raggiungimento dell’obiettivo.

Diventa quindi un vero e proprio socio, spesso senza possibilità di voto durante le assemblee decisionali.

A ogni modo il finanziatore ha diritto a ricevere la propria parte di guadagno proporzionale all’investimento effettuato e, nel caso dell’evoluzione della start up in azienda, riceverà dei dividendi esattamente come un azionista.

In Italia il modello è regolamentato dalla Consob.

L’equity crowdfunding è stata identificata come la modalità di investimento del presente e del futuro.

A rendere noti dei dati decisivi è la piattaforma Mamacrowd di Siamosoci. Solo in un anno, dal 2018 al 2019, è possibile notare raddoppiare la somma degli investimenti raccolti su 9 piattaforme in Italia attraverso l’equity crowdfunding.

Da 36 si passa a ben 65 milioni di euro che hanno finanziato e contribuito così alla creazione di numerose startup geniali – 138 per l’esattezza i progetti finanziati da questa somma. C’è solo da rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

LENDING CROWDFUNDING

Forse lo avrai sentito nominare come «social lending» oppure Peer to Peer (indicato spesso come P2P).

Non è ancora molto conosciuta in Italia, ma comincia a diffondersi. «Lending» significa ‘prestito’.

Infatti corrisponde alla tipologia di crowdfunding attraverso la quale un privato presta una certa somma di denaro ad un altro privato – o a piccole imprese – ottenendo indietro in futuro la stessa somma addizionata degli interessi maturati.

Questi micro prestiti avvengono ovviamente su una piattaforma intermediaria.

Oltre a trattenere una piccola commissione, la piattaforma tutela entrambe le parti durante l’intero processo del prestito.

Per raggiungere questo obiettivo spesso adotta il modello ‘diffuso’ moltiplicando gli investitori e diminuendo così la possibilità di rischio.

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DONATION CROWDFUNDING

Anche qui il nome fa intendere la tipologia e soprattutto lo scopo di questa raccolta di fondi collettiva.

«Donation» sta per ‘donazione’ e alle piattaforme che offrono questa tipologia di crowdfunding si rivolgono soprattutto organizzazioni no profit che cercano sostegno economico per progetti rivolti al sociale o all’ambiente senza scopro di lucro.

Non si ottiene alcuna ricompensa dall’investimento che arriva ad identificarsi quindi con una vera e propria donazione.

Esistono ovviamente piattaforme ibride, che prevedono più modalità di co-finanziamento tra quelle appena elencate.

Ma dove trovarle?

Ecco per voi una lista delle tipologie con i link utili alle piattaforme più conosciute!

 

ESEMPI DI PIATTAFORME REWARD-BASED

KICKSTARTER

Anche se vi avvicinate a questo mondo per la prima volta, avete di sicuro già sentito nominare questa piattaforma.

Kickstarter è di certo tra le più conosciute ed utilizzate a livello internazionale tra le piattaforme di reward crowdfunding.

Fondata a New York nel 2009 e da allora supporto alla concretizzazione di oltre 439.891 progetti di successo.

Con i suoi 529 milioni di dollari raccolti ha contribuito alla creazione di lavori artistici e non solo.

Troviamo spettacoli teatrali, film indipendenti, comics, album musicali, imprese di alimentazione e ancora tanto altro!

INDIEGOGO

Un’altra piattaforma particolarmente diffusa ed apprezzata a livello internazionale.

Nasce nel 2008 a San Francisco e ad oggi vanta più di 1.3 miliardi di dollari raccolti e 800.000 progetti creativi ed imprenditoriali finanziati.

Diversamente dalla piattaforma precedente, Indiegogo permette al fundraiser e al progetto di ottenere la somma racimolata anche se l’obiettivo economico non è stato raggiunto.

“Attraverso il crowdfunding a nessun creativo o aspirante startupper il futuro è precluso.”

 

EPPELA

Piattaforma italiana (Lucca) con più di 28 milioni di euro raccolti a partire dal 2011. La campagna proposta su Eppela può durare dai 15 ai 40 giorni di tempo.

Se l’obiettivo viene raggiunto la piattaforma trattiene il 5% della somma totale.

È interessata maggiormente a progetti artistici e culturali.

Tra le altre piattaforme reward-based con sede in Italia troviamo BeCrowdy (Parma), BookaBook (Milano), De Rev (Napoli), Flacowski (Montepellegrino).

E ancora: Ginger – con preferenza per progetti a livello locale (Bologna), Kendoo (Bergamo), Land2lend (Bari), Musicraiser (Milano), PlanBee (Firenze), Schoolraising (Milano). Queste citate sono solo alcune.

Dal nome è spesso già possibile intuire le preferenze delle diverse piattaforme, ma vi invitiamo a navigare un poco il web e a conoscerle meglio.

ESEMPI DI PIATTAFORME EQUITY-BASED

MAMACROWD

La n’1 in Italia per equity crowdfunding.

Nasce nel 2016 fondata dal gruppo SiamoSoci e da allora ha contribuito al successo e alla realizzazione di 51 progetti raccogliendo più di 17,5 milioni di euro.

Grazie ad una selezione severa, giorno dopo giorno Mamacrowd riesce a preservare e a moltiplicare gli ottimi risultati raggiunti.

Se hai una start up innovativa e rivoluzionaria e cerchi una piattaforma a cui proporla questa è certamente da tenere in considerazione.

 

CROWDFUNDME «Innovare, Investire, Crescere» 

Nasce con sede a Milano nel 2013 e da allora ha contribuito a dare vita a 49 progetti proposti raccogliendo 14,56 milioni di euro.

Come la precedente è ottima per startup o proposte imprenditoriali di piccole e medie imprese di successo.

Crowdfundme è il primo portale di equity crowdfunding ad essere quotato in Borsa, ciò è accaduto nel 2019. «Sicuramente la nostra è un equity che farà storia» afferma il presidente Tommaso Baldissera.

 

200CROWD

Di proprietà di Two Hundred. Diversamente dalle precedenti è presente un investimento minimo fisso di 500€, non è possibile quindi stabilirlo autonomamente.

 

WEARESTARTING

Se i tuoi obiettivi di raccolta non raggiungono grandi cifre, anche WeAreStarting potrebbe fare al caso tuo.

Con progetti i cui obiettivi viaggiano dai 35 ai 120.000 euro, la piattaforma nata a Bergamo nel 2015 ha raccolto sino ad ora 1,31 milioni di euro.

 

OPSTART

«La fortuna è il momento in cui il Talento incontra l’Opportunità»

Conosciuta per selezionare progetti con alta probabilità di guadagno e redditività.

Dal 2016 la piattaforma ha contribuito alla realizzazione di 81 progetti di successo raccogliendo oltre 15 milioni di euro.

 

Altri esempi di piattaforme equity-based con sede in Italia sono Actioncrowd (Milano), BacktoWork24 (Milano), Clubdealonline.com (Milano), Doorway (Bologna), Ecomill (Milano), Europacrowd (Roma), Fundera (Milano), Lifeseeder (Roma), Local Crowdfunding Network (Bolzano), Muum Lab (Bari), Starsup (Livorno), The Ing Project (Brescia).

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ESEMPI DI PIATTAFORME LENDING-BASED

In Italia attualmente ne troviamo diciassette, tra queste: BLender.loans (Milano), Motusquo (Milano), Prestiamoci (Milano), Recrowd (Milano), Soisy(Milano). Come già accennato, il numero cresce rapidamente.

 

PIATTAFORME DONATION-BASED

In Italia attualmente ne troviamo undici, eccone alcune: Eticarim (Rimini), Funditaly (Vanzone), Let’s Donation (Bologna), Meridonare (Napoli), Retedeldono (Torino), Universitiamo (Pavia).

 

TUTELA E POLIZZE ASSICURATIVE NEL CROWDFUNDING

A causa di questa sempre più diffusa pratica di co-finanziamento ed investimento online nuove misure stanno nascendo a tutela delle parti coinvolte.

Investire in un progetto ancora abbozzato è un atto di fiducia, ma se qualcosa dovesse andare storto è possibile ricevere protezione.

Nel caso infatti in cui vengano celate importanti informazioni da parte del fundraiser o i fondi affidati venissero usati diversamente da quanto anticipato – ma soprattutto per uno scopo diverso dalla premessa progettuale – ci sono prodotti assicurativi che tutelano l’investitore.

In egual misura agli emittenti è garantita assistenza e tutela nel caso di eventuali reclami e azioni legali mosse dai finanziatori.

Un esempio è CrowdProtector, copertura assicurativa della startup statunitense Assurely.

Supportata e lanciata assieme ad AXA, lo scopo di questa polizza nata lo scorso anno (2019) è facilitare, tutelando, le varie forme di raccolta fondi online.

Tra i quali appunto troviamo il crowdfunding. Di sicuro queste protezioni aumenteranno in poco tempo.

 

IL TUO PROGETTO… DALL’ITALIA ALL’EUROPA

È sempre stato possibile ottenere finanziamenti internazionali.

Ma il processo era complesso e in parte ostacolato in quanto gestito sempre a livello locale e caratterizzato quindi da legislazioni diverse da nazione a nazione.

A essere di impedimento era la mancanza di un mercato di capitali condiviso, di un unico quadro normativo che potesse unificare e quindi facilitare l’apertura al finanziamento estero.

La situazione è recentemente cambiata grazie all’accordo raggiunto dalle istituzioni europee riguardo gli European Crowdfunding Service Providers for Business (ECSP) – ovvero i fornitori di servizi di crowdfunding per le imprese.

La novità è rappresentata dall’introduzione di un passaporto europeo.

Permette alle piattaforme di equity e lending crowdfunding di essere attive ed operare nei 28 stati membri dell’Unione Europea.

E senza dover richiedere di volta in volta le diverse autorizzazioni locali.

Il totale dell’importo finanziabile da investitori transfrontalieri è di 5 milioni di euro. A essere incrementate ovviamente le misure di tutela e, con loro, la trasparenza dei potenziali rischi.

Dopo aver ricevuto queste basi cosa stai aspettando?

L’esser squattrinati non è più una scusa. Se l’idea che possiedi è davvero geniale, falla evolvere in un progetto e condividila… E chissà che, grazie al crowdfunding, diventi presto realtà!

L’idea del Crowdfunding ti piace e vuoi approfondire?

Ecco una lista di libri sul Crowdfunding per imparare tutto sull’argomento.

Se vuoi avere più frecce al tuo arco e avere un piano B nel caso il Crowdfunding non sia la strada adatta alla tua azienda, ecco un articolo su come trovare finanziatori per il tuo progetto.

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