LA ZONA DI COMFORT: DI COSA SI TRATTA?


Daniel de Mari

Daniel de Mari

Ciao, sono Daniel de Mari, imprenditore ed investitore immobiliare. Fondo un'azienda, la rendo autonoma, fondo  la prossima. Ho creato questo blog per parlare della mia grande passione (ed ossessione): fare impresa.

la zona di comfort

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Il concetto di zona di comfort nasce da un esperimento effettuato dagli psicologi Yerkes e Dodson.

Spiegano che uno stato di benessere relativo genera un livello costante di apprendimento.

E che, per avere delle prestazioni migliori, dobbiamo sperimentare un certo grado di ansia e conquistare uno spazio in cui vi è un relativo aumento di stress.

Questo spazio, definito dai due studiosi, “ansia ottimale” si trova appena fuori dai confini della nostra zona di comfort.

Nella zona di comfort ci sentiamo a nostro agio e abbiamo il pieno controllo della situazione, è uno spazio che conosciamo e dove ci sentiamo al sicuro.

Qui non percepiamo ansietà, paura e senso di rischio ma, conseguentemente, non cresciamo.

L’ansia, la paura e tutte quelle emozioni che proviamo quando usciamo dalla nostra normalità, diventano uno strumento per la crescita.

LA ZONA DI COMFORT È UNA BARRIERA INTORNO A NOI

Chiaramente non si intende uno spazio fisico ma uno stato psicologico, possiamo vederla come una specie di barriera o confine che abbiamo costruito attorno a noi stessi.

La zona di comfort racchiude tutte le situazioni belle e brutte, le abitudini e le azioni che svolgiamo regolarmente, la nostra routine.

Oltre al nostro modo di pensare e siamo a conoscenza di cosa ci aspetta. Riduciamo quindi, al minimo, l’incertezza e ogni cosa è sotto il nostro controllo per cui ci sentiamo al sicuro.

Possiamo dire anche che questo “spazio” può essere la nostra casa, il nostro lavoro, i negozi di cui siamo clienti abituali, i luoghi dove siamo soliti andare a villeggiare.

Così come il nostro modo di vestire, i gusti culinari, la musica che preferiamo ascoltare.

Ma anche il modo di affrontare un’opportunità e di relazionarci con le altre persone, il nostro modo di essere, la nostra sicurezza.

 

UNA BOLLA COSTRUITA CON IL TEMPO

La zona di comfort è uno spazio che abbiamo costruito con il tempo.

E lo abbiamo conquistato ma ne siamo anche circoscritti. Infatti sappiamo bene come muoverci all’interno di essa, e rischia di diventare come una bolla in cui restiamo purché non cambi nulla.

Per rimanere al suo interno evitiamo rischi e novità. Sì perchè potrebbero destabilizzarci e crearci scombussolamenti, incertezza e paura.

Di conseguenza affrontiamo passivamente la vita, infatti questa sicurezza ci fa mancare stimoli vitali e cadiamo nella monotonia o addirittura nell’apatia.

In situazioni di incertezza tendiamo a chiuderci maggiormente entro i nostri confini. Ci sentiamo vulnerabili e abbiamo paura.

la comfort zone

SITUAZIONI DI INSTABILITÀ E TEMPI DI CRISI

Secondo Brené Brown in situazioni sociali di instabilità la nostra zona di comfort si restringe proprio quando, invece, sarebbe necessario estenderla.

I tempi di crisi e modificazioni sociali dovrebbero spingerci a inventarci qualcosa. A uscire dai canoni accettando la paura che l’instabilità ci provoca.

Pensando quindi in termini di produttività e obiettivi da raggiungere.

Restarci sempre dentro non è molto salutare, infatti le prestazioni sono stabili e non raggiungiamo un miglioramento.

Nè tantomeno apprendiamo, siamo rilassati e tranquilli ma non abbiamo stimolo a dare il meglio di noi.

 

LA ZONA DI COMFORT: SIAMO BLOCCATI AL SUO INTERNO?

Proprio perché è stata costruita negli anni non ci rendiamo conto che la zona di confort ci blocca e vi rimaniamo intrappolati.

Siamo, “presi” dalle nostre abitudini che non ci rendiamo conto che limitano le nostre opportunità di crescita.

Non è necessariamente detto che al suo interno stiamo bene, ci sentiamo a nostro agio ma solo perchè è un’abitudine e non richiede sforzi aggiuntivi.

Possiamo arrivare al punto in cui i sentimenti positivi ci disorientano. Diventa una gabbia e non siamo in grado di trovare il coraggio per affrontare ciò che non conosciamo.

 

QUANDO LASCIARE LA ZONA DI COMFORT: GLI INDICATORI

Abbiamo degli indicatori che ci possono far capire che è arrivato il momento di abbandonarla e sono elencati qui sotto.

  • Non sviluppiamo nuove capacità intellettuali e non cresciamo emotivamente.
  • Non siamo in grado di trovare progetti che ci stimolino sufficientemente.
  • Rimaniamo fermi nelle nostre idee, quelle nuove non si confanno alle nostre credenze.
  • Abbiamo paura di rischiare, e spesso sprechiamo opportunità con la scusante che la perdita sarebbe più elevata del guadagno.
  • Da diverso tempo non proviamo la sensazione, incredibile, di vitalità che regala il fatto di provare cose nuove.
  • Non abbiamo più alcun stimolo dalla routine giornaliera, ci sentiamo isolati e non troviamo più significato nelle cose.
  • Anche se proviamo una sensazione di vuoto, come se necessitassimo di qualcosa di diverso. E non impariamo nulla di nuovo che possa dare un po’ di effervescenza alla vita, perché pensiamo di stare bene così.

 

LA ZONA DI COMFORT E I LIMITI

Non abbandonare la zona di comfort significa rinunciare alla crescita.

Le nostre prestazioni restano uguali e piatte, non superiamo i nostri limiti e i nostri punti deboli perciò capiamo che è necessario uscire dalla zona di comfort.

 

LO STRESS “POSITIVO”

Andare oltre al confine entro cui ci sentiamo sicuri significa inevitabilmente affrontare stress, fatica e insicurezza. Ma fare questo, periodicamente, ci mantiene vitali ci rafforza e ci aiuta a crescere.

Quando il nostro organismo è sotto pressione, come ad esempio prima di una gara o di un esame, abbiamo la sensazione di dover dare fondo a tutte le nostre capacità fisiche e intellettuali.

La risposta atipica che ne esce è lo stress, ed è uno stimolo che ci invita a mettere i piedi fuori dalla zona di comfort.

Siamo conseguentemente lucidi, concentrati e rivolti verso l’obiettivo.

Quindi, in questo caso, lo stress diventa determinante e necessario per ottimizzare le nostre prestazioni.

Ci troviamo nella zona di apprendimento ottimale in cui riusciamo a superare i nostri limiti ed a imparare nuove cose.

In questo modo acquisiamo nuove abilità che, da quel momento, entreranno a far parte della nostra zona di comfort, che abbiamo quindi allargato.

Trovare una strada

LA ZONA DI COMFORT PUÒ ESSERE ESTESA

E se una cosa, o una situazione, oggi ci crea fastidio e disagio facendoci sentire insicuri, nel futuro potrà darci tranquillità e padronanza.

Per arrivare a questo dobbiamo superare il disagio e uscire dalla nostra zona di comfort. Cercando di evitare questo passaggio non possiamo muoverci da dove siamo.

Per la nostra crescita personale e lavorativa e per il raggiungimento degli obiettivi è determinante uscire dalla zona di comfort, accettando e fronteggiando il disagio e la fatica che comporta

 

LA PANIC ZONE E LA ZONA DI COMFORT

Quando siamo fuori dalla nostra zona di comfort lo stress può raggiungere livelli troppo elevati.

E ci può portare fuori dalla zona di apprendimento ottimale e dentro quella che secondo Alasdair White è la PANIC ZONE. Qui le nostre prestazioni calano repentinamente e diventiamo ansiosi ed agitati.

I limiti delle diverse zone sono puramente soggettivi.

Alcuni di noi riescono a uscirne molto velocemente perchè hanno una buona gestione dell’ansia. Altri invece hanno bisogno di procedere a piccoli step.

L’importante non sono il modo e il tempo che ci mettiamo ma l’essere in grado di espandere la nostra zona di comfort.

Spetta a noi comprendere vicendevolmente quando siamo andati troppo oltre e fare un passo indietro per non andare in panico.

Non abbiamo bisogno di porci obiettivi troppo elevati, possiamo uscire poco per volta.

Fermandoci se sentiamo che ansia e paura stanno prendendo il sopravvento.

Dobbiamo, insomma cercare di trovare un equilibrio per trovare uno stato positivo e non sentirci male.

Finire nella zona di panico può essere destabilizzante al punto di farci tornare nella zona di comfort originale perdendo il progresso raggiunto.

Alcuni affermano che oltre la zona di panico vi sia una zona magica, ma non necessariamente dobbiamo sperimentare tanto disagio se cerchiamo di aumentare forzatamente la nostra zona di comfort.

Non possiamo vivere costantemente al di fuori della nostra zona di comfort e non dobbiamo farlo diventare un’ossessione.

Però torna utile, saltuariamente, elaborare le nostre esperienze nel nostro spazio. Non dobbiamo intenderla come un nemico ma come un’opportunità di crescita e uno spazio per confrontarci.

 

LA ZONA DI COMFORT: MOTIVI PER LASCIARLA

Citando Max DePree “Non possiamo diventare ciò che vogliamo essere rimanendo ciò che siamo”

Abbiamo diversi buoni motivi per lasciare la zona di comfort:

SCOPRIRE NUOVE POTENZIALITÀ

Quando facciamo qualcosa di diverso e di non abituale, o ci poniamo un obiettivo che credevamo irraggiungibile, possiamo scoprire molto su noi stessi.

La routine ci porta al minor sforzo mentre sono le situazioni straordinarie che richiedono il meglio di noi stess. E sono queste stesse situazioni a farci avere consapevolezza di poter fare molto di più di quello che ci riteniamo in grado di fare.

Ci prepariamo a tempi difficili quindi ci rafforziamo emotivamente e saremo in grado di gestire maggiormente le avversità qualora si presentino.

Maggiore produttività

MAGGIORE PRODUTTIVITÀ

Senza la dose d’ansia propria delle scadenze e delle aspettative siamo portati a fare il minimo indispensabile per ottenere risultati mediocri.

Ovvero mantenerci nella zona di comfort provoca mediocrità, andare oltre i nostri limiti può darci quella spinta utile a migliorare la nostra produttività.

 

MAGGIORE FLESSIBILITÀ

Nel momento in cui osserviamo le cose da una sola angolazione, senza accorgercene non percepiamo altri punti di vista della realtà, magari più utili o più interessanti.

Abbandonarla ci permetterà di guardare noi e la nostra vita in modo diverso.

 

AMPLIARE I NOSTRI LIMITI

Come abbiamo visto, una volta usciti dalla zona di comfort questa si espande, pertanto diventiamo aperti al cambiamento.

E siamo in grado di fronteggiare l’ansia che ne consegue senza infastidirci, anzi apprendiamo come sfruttare l’energia che ci trasmette usandola a nostro vantaggio.

In una persona che si trova a proprio agio fuori dalla zona di comfort, spesso si notano altri cambiamenti in abitudini poco salutari o produttive.

Entrando nel giusto mindset, per esempio, si riesce finalmente a seguire quella dieta che prima sembrava impossibile, oppure si riesce a smettere di procrastinare.

AUMENTO DELLA FIDUCIA IN SE STESSI ELIMINANDO MOLTE PAURE

Scoprendo che siamo in grado di fare molte più cose di quelle che pensavamo aumenterà la fiducia in noi stessi.

E avremo consapevolezza di ciò che dapprima ci metteva paura. Il non provare, infatti, alimenta l’insicurezza e la paura crea un circolo vizioso.

Con la paura non proviamo e non tentando rimaniamo dove siamo. Perciò che succede? La paura si radica e cresce: l’agire ci libera dalla paura che diminuisce via via che sia procede.

Quando siamo in grado di affrontare le situazioni capiamo di essere più forti e questa consapevolezza aumenta la fiducia in noi stessi.

 

AUMENTO DELLA CREATIVITÀ

La zona di comfort non pullula di idee e scoperte, per trovare ispirazioni a nuove idee dobbiamo abbandonare ciò che è noto.

Infatti l’intelligenza e la creatività hanno bisogno di essere sollecitate per funzionare in modo ottimale.

Nuove situazioni portano a nuove soluzioni e a vedere le vecchie problematiche sotto un diverso aspetto.

 

AUMENTO DELLA VOGLIA DI VIVERE

Smettendo di fare sempre le stesse cose vivere diventa più interessante. Uscendo dalla zona di comfort viviamo nuove esperienze e conosciamo nuove persone.

Osare dà alla nostra vita una sensazione di sfida, il cambiamento ci sconvolge emotivamente.

E va a spolverare sensazioni gradevoli come la capacità di incuriosirsi e la fatica di scoprire che potranno darci nuova energia e impariamo a goderci di più la vita.

RELAZIONI

Quando impariamo a stare bene con noi stessi, ci relazioniamo in modo diverso con gli altri.

Vincere le nostre paure, esser più sicuri ed esser felici di vivere ci porterà ad avere relazioni interpersonali migliori, diminuiranno i litigi  e vedremo il bello negli altri.

VIVERE IL PRESENTE

Fuori dalla nostra comfort zone ci dedichiamo esclusivamente al presente.

L’attenzione, gli sforzi e l’entusiasmo sono concentrati al momento attuale, e questo diventa il momento di realizzazione personale.

INDIPENDENZA

L’indipendenza fa crescere la fiducia in ciò che siamo. E ci fa sentire il valore di essere liberi.

Le altre persone diventano un completamento di ciò che siamo ma non sono il nostro punto di appoggio.

la zona di comfort

MIGLIOR MODO DI INVECCHIARE

Uscire dalla zona di comfort ci aiuta a preservare le nostre capacità cognitive con l’aumento dell’età, come evidenziato da uno studio dell’Università del Texas.

Infatti mantenere la mente attiva e darci nuovi obiettivi e nuove sfide è una rilevante fonte di stimoli a livello sociale e mentale.

In conclusione possiamo dire che l’abitudine è nemica della consapevolezza e rimanere nella zona di comfort vuol dire essere fuori dall’area di miglioramento.

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