MANAGER AZIENDALE: LE COMPETENZE NECESSARIE


Daniel de Mari

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Diventare manager aziendale è senza dubbio il sogno di molti, ma spesso non si prendono in considerazione le competenze necessarie per questo compito.

Risulta semplice associare questa figura professionale solo al massimo successo, alla ricchezza e alla popolarità che si può desiderare nella propria vita.

Tuttavia, per poter ambire un giorno a ricoprire tale carica, è necessario essere in possesso di tutta una serie di doti ed esperienze.

In modo da poter svolgere il proprio dovere egregiamente.

Va, innanzitutto specificato che la carica di dirigente aziendale è molto difficile da raggiungere.

Ciò a causa della mole di responsabilità che si portano sulle proprie spalle.

E quindi è bene specificare che non tutte le persone hanno le attitudini naturali per poterlo diventare.

Difatti le competenze che differenziano i grandissimi manager come ad esempio Marchionne, Ferrero e Gianni Agnelli dagli altri sono skills accumulate grazie allo studio e all’esperienza. Anni e anni di pratica che si sono andati a sommare alla teoria.

Prima di spiegare quali sono le competenze necessarie per un manager aziendale è importante sapere concretamente di cosa si occupa questo soggetto.

 

DI COSA SI OCCUPA IL MANAGER AZIENDALE

La funzione primaria del dirigente d’azienda è quella di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società.

Da una definizione così generica passiamo allo specifico andando a snocciolare i singoli compiti:

  • Egli è responsabile della pianificazione delle attività da svolgersi nel suo settore.
  • Ha il compito di organizzare e coordinare il lavoro dei suoi collaboratori in modo da renderli più produttivo possibile.
  • Ha un ruolo anche nella selezione del personale con colloqui mirati che mettono alla prova i candidati.
  • Monitora il processo produttivo e applica dei correttivi in caso di anomalie.
  • Riferisce ai suoi superiori dei risultati ottenuti dall’attività.

Da questa scaletta è facilmente intuibile che i compiti di un dirigente non sono di natura tecnica bensì di gestione.

È questo che lo differenzia dai collaboratori che svolgono funzioni strettamente tecniche ma senza grosse responsabilità di gestione.

Per fare un esempio, è possibile paragonare un bancario (ad esempio analista finanziario) con un direttore.

Ed è lampante la differenza tra i due.

Il primo è fortemente specializzato nel suo compito caratterizzato da un’elevata complessità dal punto di vista tecnico.

Mentre il secondo, che conosce bene i compiti dell’analista, sarà chiamato non a svolgere le stesse mansioni.

Ma a predisporre gli obiettivi da raggiungere da un gruppo di analisti, di coordinare il loro lavoro e di analizzarne i risultati.

Si può quindi affermare che man mano che si sale nella scala gerarchica saranno sempre più indispensabili le cosiddette soft skills e meno le competenze di tipo tecnico.

Fatta questa premessa ora possiamo analizzare le singole competenze necessarie al manager d’azienda.

 

QUALI SONO LE COMPETENZE INDISPENSABILI PER UN MANAGER AZIENDALE

Come accennato in precedenza, le competenze ideali per un dirigente di successo sono composte da un mix di soft skills e da abilità di natura tecnica nel campo in cui si opera.

Per chiarire, le soft skills sono tutte quelle caratteristiche personali utili nel contesto lavorativo a far fronte a problemi di vario tipo.

E a gestire le relazioni in maniera efficace. Sono competenze quindi strettamente personali e con difficoltà possono essere “allenate”.

Una figura manageriale deve certamente essere in possesso di competenze molto legate alle soft skills.

Andremo ad analizzarle di  seguito, avranno una maggior importanza rispetto a competenze specifiche nel campo in cui opera.

Le competenze di un manager possono essere suddivise in 11 skills fondamentali. Partendo da un lato più tecnico il dirigente ha diverse caratteristiche. Vediamo le principali.

 

CONOSCERE ALLA PERFEZIONE IL SETTORE IN CUI SI OPERA

Questo significa che il manager aziendale è chiamato avere un’esperienza pregressa in un dato settore prima di diventarne capo. Dato che nessuno (o quasi per i raccomandati) può diventare dirigente senza prima “essersi sporcato le mani”.

Ad esempio, per diventare CFO (direttore finanziario) è indispensabile aver prima maturato diverse esperienze.

Per esempio nel settore finanziario e amministrativo di un’azienda per un numero non indifferente di anni.

Questa esperienza pregressa serve proprio per specializzarsi. E a conoscere tutto il lato strettamente tecnico di un dato settore. Così poi avrà ben chiaro in futuro quali saranno i compiti da assegnare ai propri sottoposti.

Ora passiamo ad analizzare le competenze trasversali che differenziano un grande manager da uno mediocre che ottiene scarsi risultati per la società.

 

ABILITA’ COMUNICATIVE DEL MANAGER AZIENDALE

Questa competenza è fondamentale per un buon dirigente.

In quanto non c’è peggior errore di comunicare in modo approssimativo e generico con i collaboratori.

Le task da assegnare ai collaboratori devono essere precise e concrete.

E i risultati da comunicare ai dirigenti devono contenere tutte le informazioni richieste. Ma soprattutto è d’obbligo che esse siano veritiere.

La falsa comunicazione dei risultati ai vertici può causare gravi danni alla società

 

ONESTA’

Il dirigente, come ogni figura operante in una determinata organizzazione, mantiene un comportamento onesto.

Quindi senza conflitti d’interesse e senza gelosia o invidia verso gli altri.

Va stimolata una cooperazione e perché no, anche una sana competizione per raggiungere un dato risultato.

Tuttavia, questa skill può comportare anche dei lati più spiacevoli ovvero quando va redarguito qualcuno per qualsiasi motivazione.

Anche in questo caso è insensato falsare la realtà per dimostrarsi più accondiscendenti.

Va tenuto invece un comportamento schietto e diretto. Ma pur sempre rispettoso nei confronti del soggetto in causa.

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CAPACITA’ DI COMPRENDERE E ASCOLTARE I COLLABORATORI

Questa skill è strettamente collegata alla precedente.

In quanto è bene comunicare in maniera adeguata. Ma, per farlo, occorre anche capire il parere di chi si ha di fronte.

Questa capacità è fondamentale soprattutto per assecondare le esigenze dei collaboratori. Solo così si crea un ambiente stimolante in cui tutti si sentono importanti.

E ne beneficia anche l’andamento della vita aziendale.

 

EMPATIA

Dote che serve per poter essere vicini ai propri collaboratori e a guidarli nelle situazioni che vengono a presentarsi.

Un manager aziendale di successo non deve colpevolizzare un dipendente per un errore. Al contrario deve aiutarlo a comprendere dove ha sbagliato con un atteggiamento costruttivo.

 

LEADERSHIP

Il manager va visto come un condottiero dai suoi collaboratori per il suo comportamento carismatico.

Ciò non significa comportarsi da fenomeno comandando a bacchetta i collaboratori, ma semplicemente infondere loro fiducia. E ciò avviene attraverso i propri comportamenti.

Egli deve assumersi le responsabilità del ruolo che ricopre. E magari diventare una fonte d’ispirazione per coloro che lavorano con lui.

Così, in futuro, essi potranno diventare abili dirigenti.

 

CONCENTRAZIONE E ATTENZIONE AL DETTAGLIO

Caratteristica imprescindibile per chi ambisce ad avere una carriera di questo tipo.

Bisogna essere focalizzati sugli obiettivi da raggiungere. Ed essere dei grandi perfezionisti, perchè qualsiasi dettaglio può essere decisivo ai fini del risultato.

Un consiglio per facilitare il focus è quello di porsi un numero limitato ma concreto di obiettivi da raggiungere con le relative scadenze.

Senza divagare troppo con un numero esagerato di progetti magari difficilmente raggiungibili.

Coloro che sono più schematici tendono ad aver risultati migliori rispetto ai confusionari.

 

ORGANIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE DEL LAVORO

Una corretta organizzazione del lavoro permette all’azienda di raggiungere i propri obiettivi in maniera più rapida rispetto a un’organizzazione poco accurata.

Il responsabile provvede a sezionare il suo team.

Così può delegare alcuni compiti ai collaboratori così da velocizzare il processo di raggiungimento del risultato.

Non è un’operazione affatto semplice in quanto bisogna conoscere bene i punti di forza e debolezza di ogni membro del team. E sapere chi di loro è più preparato per essere caricato di responsabilità.

Forse ancora più difficile dell’organizzazione è la pianificazione nel lungo termine degli obiettivi fissando delle scadenze precise.

Difatti, il segreto per ottenere degli ottimi risultati è quello di programmare nel futuro rispetto che vivere passivamente alla giornata.

Questo non accade solo in ambito aziendale ma anche nella vita di tutti i giorni.

In questo modo è possibile individuare degli obiettivi anche più ambiziosi da raggiungere

E coinvolgere in maniera più piacevole e stimolante i dipendenti.

 

PERSONALITA’ NEL PRENDERE DECISIONI DIFFICILI

Pochi hanno la stoffa per assumere delle decisioni poco gettonate soprattutto nei momenti di difficoltà.

Tuttavia, questo è un requisito chiave per chi lavora ai vertici di una società.

Nel corso della vita di un’azienda possono accadere dei fatti che possono causare delle crisi.

E, per affrontarle al meglio, un buon manager deve saperle affrontare. Anche prendendo delle decisioni che, pur sembrando dure e difficilmente accettabili, sono necessarie per risolvere un problema.

Questa dote dovrebbe anche appartenere agli esponenti degli organi di governo.

 

FORTE ORIENTAMENTO AL RISULTATO

Questa è una dote richiesta non solo ai manager ma anche a chiunque decida di lavorare in una data azienda.

Per il semplice motivo che chi decide di assumere qualcuno non lo fa per fargli un piacere ma perché ha bisogno di quella determinata risorsa.

Chi assumerebbe mai una persona non molto convinta dei risultati da raggiungere? Nessuno.

Lo stesso vale per i manager che promuovono il raggiungimento di risultati più o meno ambiziosi a seconda dell’organizzazione di cui fanno parte.

 

GESTIONE DELLO STRESS

Pensare di avanzare di carriera e migliorare la propria situazione economica senza avere più responsabilità è pura utopia.

Uno dei lati negativi di questa figura professionale è proprio la forte presenza di aspettative. Possono generare ansia e un forte stress.

È quindi fondamentale saper gestire situazioni difficili senza accusare il colpo anche se è decisamente complicato.

Non siamo tutti uguali. Le persone più ansiose ed emotive potrebbero avere difficoltà mentre per i più ottimisti e coraggiosi la strada è decisamente in discesa.

Queste sono le competenze a cui non può prescindere chi ha come obiettivo quello di diventare un manager d’azienda.

Sono, indubbiamente, skills che non si ottengono dall’oggi al domani. Anche perché alcune sono innate e quindi difficili da migliorare.

Un’altra questione intricata sulla quale è bene soffermarsi è quella che riguarda il possesso di un determinato titolo di studio per arrivare ai vertici di una società.

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È NECESSARIA UNA LAUREA PER POTER DIVENTARE MANAGER AZIENDALE?

La risposta perfetta da dare a una domanda di questo tipo è “No, ma…”.

Chiariamo. La laurea non è un requisito obbligatorio per diventare un manager d’azienda.

Anche perché tutti noi conosciamo le storie di molti che sono arrivati a quei livelli pur senza una specializzazione di tale tipo.

Tuttavia, al giorno d’oggi, c’è una gran competizione da parte dei candidati che cercano un lavoro.

E quindi, per forza di cose, le aziende selezionano persone altamente qualificate con un ricco percorso di studi.

È molto difficile, infatti, ambire a entrare in una grande compagnia con un semplice diploma di scuola superiore. Soprattutto quando di fronte a te ci sono laureati da ogni università.

Inoltre, un adeguato percorso universitario permette a un soggetto di acquisire competenze molto tecniche e specifiche richieste per una determinata posizione lavorativa.

Poi tutto dipende anche dall’importanza dell’azienda presso cui ci si candida.

Magari un non laureato può ambire a entrare in una compagnia più piccola e scalare le gerarchie. Ma difficilmente riuscirà a diventare dirigente in una grande banca d’affari.

A questo punto sorge spontaneo il dubbio riguardante quale percorso di studi universitari scegliere. In questo caso la risposta è certamente più facile.

L’ideale sarebbe un percorso di laurea triennale in Economia e Commercio o Aziendale.
Oltre a una laurea magistrale specifica in Management, possibilmente in lingua inglese, per avere opportunità di carriera anche all’estero.

Alla magistrale è possibile scegliere un corso più specifico (ad esempio Accounting and Finance o Economics) per indirizzarsi fin da subito in un dato settore.

CONSIGLI PRATICI PER DIVENTARE MANAGER AZIENDALE

Oltre a una descrizione delle competenze è utile anche dare qualche consiglio per migliorare la propria carriera lavorativa e puntare più in alto.

Sicuramente per diventare manager è necessario essere appassionato alla propria mansione. Ed essere in grado di svolgerla nel migliore dei modi.

Il fattore “passione” è indubbiamente un punto di partenza ottimo per proseguire la propria carriera in una determinata direzione. Spinti anche dalla sete di conoscenza per quella materia.

Attenzione però a non trasformare la passione in ossessione, che è ben altra cosa.

Nei primi anni è importante imparare dai superiori.

Talvolta potranno non essere troppo simpatici ma di sicuro hanno dalla loro parte una grande esperienza.

Dunque è sempre apprezzabile fare domande, cercare di documentarsi e “assorbire” tutti i consigli che vengono dati.

È fondamentale anche cercare di sviluppare col tempo le skills precedentemente descritte.

Come, ad esempio, l’organizzazione del lavoro, la gestione delle relazioni con i colleghi. E il miglioramento della propria comunicazione.

Un altro consiglio per poter avere una grande carriera manageriale è quello di non accontentarsi di fare il “compitino”.

Ma di essere proattivi e ad avere spirito d’iniziativa.

Non verrà mai premiato chi sta dietro la scrivania a fare il minimo indispensabile bensì colui che cerca di fare il proprio compito al meglio. E che vuole dare un valore aggiunto alla compagnia presso cui lavora.

Quindi è bene anche proporsi e chiedere di guidare un gruppo di persone per dimostrare passione e voglia di assumersi responsabilità.

Mettendo in pratica tutte queste indicazioni aumenteranno le possibilità di fare carriera in azienda con una conseguente maggior gratificazione economica.

 

LO STIPENDIO DEL MANAGER

Il motivo per cui molti ambiscono a diventare dei dirigenti è dovuto alle condizioni economiche a cui essi sono sottoposti.

Bisogna sempre però tenere conto che maggiore sarà lo stipendio, e quindi l’importanza del ruolo ricoperto, maggiori saranno anche le responsabilità.

La paga per un manager è mediamente alta e varia a seconda di tre fattori. E cioè l’esperienza, il tipo di ruolo da ricoprire e l’importanza della società presso cui si lavora.

Per il primo fattore è facilmente intuibile che un giovane manager guadagnerà meno di uno con anni e anni d’esperienza.

Inoltre, ci sono diversi tipi di dirigenti (manager di prima linea, middle manager e top manager).

A seconda delle loro responsabilità e competenze, avranno differenze retributive.

Infine, conta anche la grandezza dell’azienda dove il manager lavora.

Di certo un dirigente di una piccola fabbrica non guadagnerà come Luca Maestri (CFO della Apple).

A grandi linee si può affermare che il salario di un profilo manageriale parte dai 30k annui con la presenza di benefit (auto aziendale, buoni pasto).

E può arrivare fino a cifre faraoniche come ad esempio i 16 milioni annui di Vittorio Colao, amministratore delegato di Vodafone.

Bene, abbiamo chiuso in bellezza con gli stipendi di due eccellenze italiane che fanno gola a chiunque. Ma è bene specificare che la strada per arrivare ad alti livelli è tortuosa con la presenza di momenti negativi.

L’importante è non scoraggiarsi mai, avere dei sogni e imparare dai propri errori. Proprio come hanno fatto coloro che sono arrivati in alto.

Un grandissimo guru come Walt Disney affermava che “ se puoi sognarlo puoi farlo”.

 

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